“NOI SIAMO STATI E SIAMO DEI SOLDATI E COME TALI ABBIAMO COMBATTUTO GLI INVASORI PER RISCATTARE L’ ONORE DELLA NOSTRA PATRIA: MA VOI INSISTETE COL CHIAMARCI FASCISTI. EBBENE: SE AMARE LA PATRIA, VOLERE L’ ONORE DELLA BANDIERA, VOLERE TRIESTE ITALIANA SIGNIFICA ESSERE FASCISTA, ALLORA IO GRIDO IN FACCIA A VOI: IO SONO FASCISTA, E LO SARA’ MIO FIGLIO E IL FIGLIO DI MIO FIGLIO”

“NINO BUTTAZZONI - COMANDANTE DEGLI N.P. DELLA X MAS”

mercoledì 21 settembre 2016

Da Il quotidiano il Tempo del primo maggio 1946: «Alle 22,55, l’aiuto operatore della RAI Giuseppe Piccionetti, smontato dal servizio, stava uscendo dalla stazione radio di Monte Mario, quando veniva aggredito da un individuo che, dopo avergli puntato una pistola, gli metteva una benda alla bocca, e gli legava le mani dietro la schiena. (…) Subito dopo, mentre alcuni camerati erano di guardia, altri cinque facevano irruzione nella stazione radiofonica. Secondo il racconto che c’è stato fornito direttamente dall’aiuto operatore Piccionetti, i neofascisti avevano portato con loro un amplificatore un giradischi e un disco in cui era inciso l’inno “Giovinezza” (…) Pochi istanti dopo aver posto in trasmissione il disco, arrivava una telefonata che chiedeva spiegazioni circa l’originale trasmissione. Lo stesso improvvisato operatore alzava il ricevitore e  rispondeva: Tutto bene, parla Gesù Cristo!». E’ così che il quotidiano romano dava notizia dell’improvvisata serale ad opera dei FAR (Fasci di azione rivoluzionaria). L’ideatore dell’impresa era il giovane ex combattente della RSI Luciano Lucci Chiarissi, anconetano, classe 1924. 
Fasci di Azione Rivoluzionaria
I Fasci di Azione Rivoluzionaria, o FAR, sono stati  fondati ufficialmente nell'autunno del 1946 (ma attivo già dal 1945 e sciolto nel 1947; il nome, erroneamente attribuito al gruppo di "Legione nera" dagli inquirenti, ritornò nei primi anni cinquanta. I FAR svolsero le proprie azioni dimostrative principalmente nelle città di Roma e Milano. I FAR sono stati un'organizzazione costituita da diversi gruppi neofascisti, prevalentemente giovani reduci della RSI, alla quale si affiancava una struttura paramilitare ("Esercito clandestino anticomunista" poi trasformatosi in "Esercito nazionale anticomunista") che si rese responsabile di alcuni attentati dimostrativi nella seconda metà degli anni quaranta. Fondatore dei FAR è stato Pino Romualdi con l'intento di far confluire in una unica organizzazione i molti gruppi che stavano nascendo in molte parti dell'Italia. Dirigenti furono Cesco Giulio Baghino, Clemente Graziani, Franco Petronio, Roberto Mieville.
L' iniziale filosofia di fondazione era di continuare la guerra sotto forma di lotta antiamericana. I loro organi preposti alla diffusione del loro pensiero e della loro propaganda furono i fogli Rivoluzione, Credere e Mussolini a cui si affiancarono, anche se in maniera non ufficiale, le pubblicazioni Imperium e La Sfida che trattavano temi maggiormente legati alla tradizione, alla cultura, ed alla mistica fascista.
L'organizzazione era dotata di una vera e propria struttura partitica, il direttorio, e l'ammissione al gruppo avveniva tramite giuramento da effettuarsi durante una cerimonia. L'atto di costituzione dei FAR stabiliva che potevano far parte dei Fasci:
coloro che degnamente militarono nel P.F.R o nelle Forze Armate o negli Uffici Statali della R.S.I..
Al momento del giuramento, che avveniva di fronte ad un tavolo ricoperto dal tricolore con l'effigie di Benito Mussolini e un pugnale da legionario posti sul colore bianco della bandiera, chi intendeva aderire doveva assumere un nome di battaglia, generalmente quello di un caduto. La prima azione dimostrativa è avvenuta a Roma la sera del 27 ottobre 1946. Un gruppo di fascisti si arrampica sulla Torre delle Milizie, in via 4 novembre, e vi issa un gagliardetto nero.
L'azione più spettacolare compiuta dai FAR è avvenuta nel primo anniversario della morte del Duce, il 28 aprile 1946. Venne officiata una messa di suffragio nella chiesa dei Sette Santi Fondatori a Roma. La notte del 30 aprile, un commando armato con pistole e bombe a mano, fece irruzione nella stazione radio di Roma III a Monte Mario e, imbavagliati i due tecnici, collegarono ad un grammofono il cavo di trasmissione con la canzone Giovinezza. Nella stessa notte vennero lanciate due bombe davanti alla sede del Partito Comunista Italiano e poi ancora una davanti alla sede del quotidiano L'Avanti.
L'ultima azione rivendicata fu del 12 giugno 1947 a Milano: i FAR piazzarono un barattolo di gelatina esplosiva davanti la Federazione del PCI. I FAR si sciolsero, a causa di una scissione interna, nel luglio del 1947.
I nuovi FAR o "Legione nera"
Dopo un periodo di silenzio la sigla FAR fu riesumata intorno ai primi anni cinquanta ad opera di alcuni appartenenti alla corrente così detta "pagana" e "germanica" della prima organizzazione. Tra gli altri: Pino Rauti, Clemente Graziani, Fausto Gianfranceschi, Enzo Erra, Franco Petronio, Cesare Pozzo, Mario Gionfrida, Nino Capotondi, Franco Dragoni, Alberto Ribacchi.
La prima azione della nuova formazione fu del 12 marzo 1951 a Roma: Clemente Graziani depositò una bomba al Ministero degli Esteri mentre Franco Drigoni lanciò un ordigno contro l'ambasciata americana. Il 24 maggio 1951 scattarono numerosi arresti: Pino Rauti, Fausto Gianfranceschi, Clemente Graziani, Franco Petronio, Franco Dragoni e Flaminio Capotondi. Tra gli arrestati anche il filosofo Julius Evola, considerato l'ispiratore del gruppo. Il processo si concluse il 20 novembre 1951: Clemente Graziani, Fausto Gianfranceschi e Franco Dragoni furono condannati a un anno e undici mesi. Altri dieci imputati a pene minori. Tutti gli altri vennero assolti: tra loro Evola, Rauti ed Erra. Con la fine del processo si concluse definitivamente anche l'adozione della sigla FAR.

COSTITUZIONE DEL GRUPPO CLANDESTINO
DEI FASCI D’ AZIONE RIVOLUZIONARIA
(F.A.R.)

NEL MESE DI NOVEMBRE DEL 1946 FU COSTITUITO IL GRUPPO CLANDESTINO DEI FASCI D’ AZIONE RIVOLUZIONARIA (F.A.R.) DA CESCO BAGHINO,  MARIO TEDESCHI, LUCIANO LUCCI CHIARISSI, PINO ROMUALDI E ALTRI, CUI IO E RENZETTI ADERIMMO SUBITO.
FU IN TALE AMBIENTE CHE EBBE LUOGO LA NOSTRA INIZIATIVA POLITICA, CHE NON POTEMMO PERMETTERCI DURANTE LA R.S.I., PERCHE’ CONTINUAMENTE IMPEGNATI MILITARMENTE E, PERTANTO, CURIOSI DI CONOSCERE FINALMENTE, PER COSA AVEVAMO COMBATTUTO, SAPENDO SOLTANTO DI ESSERCI ARRUOLATI PIU’ PER MOTIVI PATRIOTTICI CHE IDEOLOGICI, COSI’ COME ANCHE PINO RAUTI ANCHE LUI NEI F.A.R., CERCAVA DI CAPIRE.
A TALE PROPOSITO, NINO BUTTAZZONI, VALOROSO COMANDANTE DEGLI N.P. DELLA X MAS, NEL PROCESSO CHE DOVETTE SUBIRE PER AVER MILITATO NELLA R.S.I., AI GIUDICI CHE LO ACCUSAVANO DI FASCISMO RISPOSE: “NOI SIAMO STATI E SIAMO DEI SOLDATI E COME TALI ABBIAMO COMBATTUTO GLI INVASORI PER RISCATTARE L’ ONORE DELLA NOSTRA PATRIA: MA VOI INSISTETE COL CHIAMARCI FASCISTI. EBBENE: SE AMARE LA PATRIA, VOLERE L’ ONORE DELLA BANDIERA, VOLERE TRIESTE ITALIANA SIGNIFICA ESSERE FASCISTA, ALLORA IO GRIDO IN FACCIA A VOI: IO SONO FASCISTA, E LO SARA’ MIO FIGLIO E IL FIGLIO DI MIO FIGLIO”

IL FOGLIO CLANDESTINO DEI F.A.R. PIU’ NOTO ERA “RIVOLUZIONE” ED IL SUO SOVVENZIONAMENTO AVVENIVA TRAMITE BUONI DI PICCOLA TAGLIA DA LIRE 100 O 1.000, EMESSI, APPUNTO DAI F.A.R. CON LA DICITURA “PRESTITO DELLA RISCOSSA”, CHE I MILITANTI RECAPITAVANO, IN MANIERA MOLTO RISERVATA AI FASCISTI DI SICURA FEDE, CHE A LORO VOLTA, RIMETTEVANO AD ALTRI CAMERATI E COSI’ VIA IN UNA SPECIE DI “CATENA DI S. ANTONIO”, NEL MENTRE LA LORO ATTIVITA’ SI RIDUCEVA AL VOLANTINAGGIO O MODESTE AZIONI EVERSIVE.
NEL CONTEMPO, ALCUNI PROVVEDEVANO E ALLA RIMESSA IN EFFICIENZA DELLE ARMI SEPPELLITE SOTTO LA SABBIA DELLE SPIAGGE ANTISTANTI LE COSTE DI ANZIO E NETTUNO, A SEGUITO DEI COMBATTIMENTI AVVENUTI DOPO LO SBARCO DEGLI ALLEATI PRECEDENTE L’ OCCUPAZIONE DI ROMA NEL GIUGNO 1944.
QUESTE, LEGGERE O PESANTI CHE FOSSERO, VENIVANO NASCOSTE IN PREVISIONE DI UN FUTURO SCONTRO ARMATO SU SCALA NAZIONALE CONTRO CHICCHESSIA, MA, SOPRATTUTTO, CONTRO I COMUNISTI NEL CASO DI UN LORO ASSALTO ALLO 
STATO COSTITUITO, ANCHE SE A NOI INVISO, MEMORI DELLA “MATTANZA ROSSA” DEL 1945 E SEGUENTI ANNI REALIZZATA IN MANIERA BESTIALE, MARAMALDICA E VILE NEI CONFRONTI DEI VINTI, INERMI O PRIGIONIERI DI GUERRA, DELL’ ASSASSINIO DI BENITO MUSSOLINI E DI COLUI CHE FU IL FONDATORE DEL P.C.I., NICOLA BOMBACCI, LA CUI MORTE IMPEDI’ LA REALIZZAZIONE DI UN SOCIALISMO NAZIONALE, VOLUTA CON LA LEGGE DELLA SOCIALIZZAZIONE DELLE IMPRESE. DA NON DIMENTICARE CHE L’ ASSASSINIO DI MUSSOLINI FU ESEGUITO DAL P.C.I., DELL’ EPOCA, GUIDATO DA PALMIRO TOGLIATTI, IN COMBUTTA CON I SERVIZI SEGRETI INGLESI, IN CIO’ AUTORIZZATI DA WINSTON CHURCHILL, PER EVITARE UN PUBBLICO PROCESSO AL DUCE, NEL TIMORE CHE SI RITORCESSE NEI SUOI CONFRONTI. DA AGGIUNGERE IN PROPOSITO, COME ANCHE IL NOTO DIRIGENTE DEL P.C.I. MASSIMO D’ ALEMA, HA RICONOSCIUTO CHE L’ ELIMINAZIONE DI MUSSOLINI, SENZA ALCUN PROCESSO, FU UN GRAVE ERRORE STORICO DEI 
DIRIGENTI COMUNISTI DELL’ EPOCA, POICHE’ CIO’ HA IMPEDITO CHE VENISSE ALLA LUCE LA VERITA’ SULLE CAUSE E SUGLI AUTENTICI RESPONSABILI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE, ATTIRANDOSI LE IRE E I RIMBROTTI DEI COLLABORATORI E TRASFORMISTI DEL SUO MOVIMENTO POLITICO, CHE AVEVANO CAMBIATO CASACCA PER OPPORTUNISMO, MA NON LA BEN NOTA MENTALITA’ DELL’ IDEOLOGIA COMUNISTA.
TUTTI GLI ATTENTATI, INTANTO, LUNGO LA PENISOLA, COME LA BOMBA SCOPERTA SOTTO L’ ABITAZIONE DEL MINISTRO DEMOCRISTIANO MARIO SCELBA, O QUELLA POSTA NEI PRESSI DELLA SEDE NAZIONALE DEL P.C.I., NONCHE’ LE BOMBE SCOPPIATE PER IL CENTRO-NORD DELL’ ITALIA, VENIVANO ADDEBITATE AI F.A.R., PER CUI SI FINIVA SPESSO, INGIUSTAMENTE, IN GALERA PER RESPONSABILITA’ DI ALTRI. SI COMINCIO’ A DUBITARE DELLA UTILITA’, O MENO, DELLA NOSTRA SCELTA, PERALTRO IMPRODUTTIVA AGLI EFFETTI PRATICI.

INTANTO, ALLA FINE DI DICEMBRE 1946, UN GRUPPO DI PERSONAGGI POLITICI, QUALI ROMUALDI, MICHELINI E, POI ALMIRANTE, MIEVILLE, PINI, PETTINATO, TRIPODI, CLAVENZANI E FORMICHELLA….COSTITUIRONO IL M.S.I., IN CUI CONFLUIRONO, SUBITO DOPO, PINO RAUTI E GIORGIO PISANO’, E MOLTE ALTRE FORMAZIONI POLITICHE, DALL’ UOMO QUALUNQUE DI GIANNINI AL PARTITO FUSIONISTA, FINO AL P.D.F. DI LECCISI.


SECONDO PINO ROMUALDI, SCOPO DEL MOVIMENTO, ERA QUELLO DEL COSIDDETTO “INSERIMENTO NEL SISTEMA” (DEMOCRATICO) PER LEGALIZZARE TUTTO IL NEOFASCISMO E POTER TENTARE, GRADATAMENTE, DI RIDARE CITTADINANZA POLITICA AI POSTULARI DELLA R.S.I..
NEI F.A.R. SI DETERMINO’ UNA DIVISIONE IN TRE GRUPPI: UNO MAGGIORITARIO, GUIDATO DA ROMUALDI, CHE ENTRO’ NEL M.S.I.; UN ALTRO, AGGUERRITO MA 
NUMERICAMENTE RIDOTTO, CAPEGGIATO DA LUCIANO LUCCI CHIARISSI, CHE SCELSE DI PROSEGUIRE LA LOTTA CLANDESTINA; UN TERZO GRUPPO GUIDATO DA CESCO BAGHINO, CHE SOSTENEVA LA POLITICA DEL “DOPPIO BINARIO”: SE LA SCELTA LEGALITARIA SI FOSSE RILEVATA POLITICAMENTE VANTAGGIOSA, LA STRUTTURA CLANDESTINA SI SAREBBE SCIOLTA; MA SE L’ OPZIONE DEMOCRATICA SI FOSSE DIMOSTRATA NON PIU’ PRATICABILE, SI SAREBBE TORNATI ALLA MACCHIA.
IO E RENZETTI SEGUIMMO BAGHINO, RESTANDO NEI F.A.R. E, NEL CONTEMPO, CI RIMBOCCAMMO LE MANICHE NELL’ INTENTO, TRA ENORMI DIFFICOLTA’, DI REPERIRE GLI ELEMENTI DISPONIBILI AD ISCRIVERSI ED I FONDI PER L’ APERTURA DELLE DEDI.
RIUSCIMMO, COMUNQUE, A COSTITUIRE UNA DELLE PRIME FEDERAZIONI PROVINCIALI, QUELLA DI FROSINONE, CON A CAPO IL COMMILITONE ED EX UFFICIALE DELLA  G.N.R., GIUSEPPE (PINETTO) BONANNI DI CECCANO (FR) E VARIE SEZIONI CIOCIARE.

IL PRIMO COMIZIO FU TENUTO DA ROBERTO MIEVILLE, REDUCE DAI CAMPI DI PRIGIONIA INGLESI DEI “NON COOPERATORI”, DI COLORO CIOE’ CHE, SEBBENE NELLO STATO DI PRIGIONIERI DI GUERRA, ADERIRONO FORMALMENTE ALLA R.S.I., NEL MARZO 1947 A FROSINONE, NELLA PIAZZETTA ANTISTANTE GLI UFFICI DELL’ U.T.E. PROVINCIALE. ERAVAMO NON PIU’ DI 25 MILITANTI E QUALCHE DECINA DI PERSONE ASSISTEVA, INCURIOSITA. A ME ERA STATA AFFIDATA UNA GROSSA BANDIERA TRICOLORE, CHE SVENTOLAVO, PROVOCATORIAMENTE, TRA GLI EVVIVA DEI CAMERATI IVI PRESENTI, QUANDO MIEVILLE EVOCAVA I NOMI DI GRAZIANI E MUSSOLINI, RAMMENTANDO AI COMUNISTI IN ASCOLTO CHE UNO DEI LORO DIRIGENTI NAZIONALI, PIETRO INGRAO, ERA STATO UNO DEI GIOVANI FASCISTI FRA I PIU’ ATTIVI, QUANDO, INSIEME, MILITAVANO NEL G.U.F. ROMANO.
IL COMIZIO EBBE TERMINE E NOI CI AVVIAMMO, IN MEZZO A TANTA GENTE, CHE CI GUARDAVA STUPITA, VERSO UN BAR LOCALE, SENZA CHE ALCUNO CI PROVOCASSE, COME SPESSO ACCADEVA NEI NOSTRI COMIZI.
AL TERMINE DELLE FIACCOLATE CHE AFFOLLAVANO QUELLI TENUTI DA MICHELINI O ALMIRANTE AL COLOSSEO DI ROMA, SPESSO CI SCONTRAVAMO CON I COMUNISTI IN AGGUATO, CON GROSSE E SBRIGATIVE SCAZZOTTATE, NONOSTANTE LA PRESENZA, INUTILE, DELLA POLIZIA.
A SALVAGUARDIA DEI RARI MANIFESTI DI PROPAGANDA A DISPOSIZIONE, VIGILAVAMO A TURNO. ALTRETTANTO FACEVANO I COMUNISTI.QUANDO SI INCROCIAVANO NEL CENTRO STORICO DI AGNANI, IL LORO NUTRITO GRUPPO E LA NOSTRA STRIMINZITA PATTUGLIA SI SCRUTAVANO, GUARDANDOSI IN CAGNESCO SENZA PERALTRO, MAI SCONTRARSI.FU IN TAL MODO CHE RIUSCIMMO AD APRIRE L’ INGRESSO DEL “PARLAMENTO DEMOCRATICO” ALLA PRIMA PATTUGLIA MISSINA NEL 1948, COMPOSTA DA CINQUE DEPUTATI E UN SENATORE, STANTE LA SEGRETERIA NAZIONALE DI “ALMIRANTE

FERNANDO CACIOLO


TESSERA DEL GRUPPO CLANDESTINO "ORSO NERO"
CON STAMPATA UNA LIRA, L' ORSO NERO 
E IL NUMERO DI MATRICOLA DELLA BANCONOTA 
COME NUMERO DI TESSERA

OLTRE AI "FASCI D' AZIONE RIVOLUZIONARIA" ALTRI GRUPPI CLANDESTINI ENTRARONO IN AZIONE  GIA’ DALLA SECONDA META’ DEL 1945, ORGANIZZAZIONI FASCISTE CLANDESTINE CHE  OPERARONO, IN PARTICOLARE  NEL NORD D’ ITALIA, ASSUMENDO LE DENOMINAZIONE PIU’ SVARIATE,   TRA ESSE I PIU’ CONOSCIUTI FURONO : “ ORSO NERO”, ”IL PARTITO FASCISTA REPUBBLICANO” E LE “SAM” (SQUADRE D’ AZIONE MUSSOLINI) 

Le Squadre d'Azione Mussolini 
E' un' organizzazioni di ispirazione fascista, attiva nel secondo dopoguerra e formata da reduci della R.S.I. attiva già dopo alcuni mesi dalla caduta della R.S.I..
Nell'aprile del 1946 la salma di Mussolini fu trafugata dal Cimitero di Musocco da un gruppo di fedeli, capitanati da Domenico Leccisi, in un luogo sconosciuto. Dopo la restituzione alla famiglia, nel 1956, la salma fu traslata nella cappella di Predappio.